L’ ISTRIA NELLA STORIA
Il nome Istria deriva da “Histrum”, un affluente del Danubio che un tempo attraversava la penisola. Le principali dominazioni in Istria furono:
177 a.C. – 493 d.C. IMPERO ROMANO Nei sei secoli in cui i romani dominarono in Istria, vennero fondate le città di Aquileia, Trieste, Pola, Parenzo, ed i villaggi di Fasana, Orsera, Rovigno, Umago e Nesazio.
553 – 830 IMPERO ROMANO D’ORIENTE L’Istria seguì le sorti dell’Impero romano e passò sotto l’impero d’oriente a cui faceva capo Ravenna. Sorse la Basilica eufrasiana di Parenzo, oggi protetta dall’UNESCO, e furono fondate diverse diocesi. Nel 788 passò sotto Carlo Magno.
830 – 1797 REPUBBLICA DI VENEZIA Il primo leone, simbolo della presenza veneziana sul territorio, apparve nel 1250 su una torre dell’isola di Veglia. L’Istria fornì a Venezia la pietra bianca per le sue chiese, i campielli, per Piazza San Marco e molti edifici pubblici tra cui Palazzo Ducale. Venezia esportò in Istria i suoi ordinamenti, le sue scuole, la sua architettura nelle chiese, nei palazzi e nelle logge. Inoltre lasciò in Istria 136 Leoni, e purtroppo, molti di questi, furono distrutti a colpi di martellate dagli occupatori slavi.
1797 – 1918 MONARCHIA AUSTRIACA Il dominio austriaco fu interrotto dal 1806 al 1815 dal Regno napoleonico d’Italia. Con l’Austria, l’Istria ebbe scambi commerciali con tutta l’Europa e Trieste si trasformò in un emporio mitteleuropeo. Malgrado i 121 anni di dominio austriaco, l’Istria conservò la sua civiltà latina attraverso la lingua, le arti ed i costumi.
1918 – 1945 MONARCHIA ITALIANA Con il Trattato di Versailles del 28 giugno 1919 la Venezia Giulia venne assegnata all’Italia. Nel 1920 venne assegnata anche la città di Zara, le isole di Cherso, Lussino, Lagosta e Pelagosta, e nel 1924 anche Fiume.
1943 – 1991 JUGOSLAVIA Nel 1941 l’Italia, alleata della Germania, dichiara guerra alla Jugoslavia. Le vicende belliche portano l’Italia alla sconfitta. Con il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 l’Italia è costretta a cedere alla Jugoslavia l’Istria, Fiume e la Dalmazia dando inizio alle sofferenze del popolo giuliano che dovette affrontare la difficoltà dell’esodo lasciando per sempre le loro case, i propri morti, le proprie radici.
1991 CROAZIA E SLOVENIA Le sei repubbliche che costituivano la federazione jugoslava si sono scontrate in una terribile guerra etnica, separandosi. Oggi l’Istria, dal confine italiano a Pirano, fa parte della Slovenia. Il resto della penisola, Fiume e Dalmazia appartengono alla Croazia.
CENNI STORICI SU DIGNANO D’ISTRIA
Dignano era anticamente chiamato ATTINIANUM, prendendo il nome da Attinivs, il predio che amministrava Dignano nell’ epoca imperiale romana. Nel XII sec. il villaggio veniva chiamato Antinianus, e fino al XIV sec. Adignano. Il primo documento cartaceo in cui si trova menzionato Dignano risale al 1194: si tratta della stesura di una sentenza del Marchese d’Istria Bertoldo di Andechs, a cui prese parte Popone di Adignano.
| Nel 1330 sette “ville” si coalizzarono per difendersi dagli attacchi dei nemici e la loro unione diede vita ad una nuovo e più compatto villaggio: Burgo Adignano, formato appunto da Attiniano, Gusan, Guran, Midian, San Lorenzo, San Michele di Bagnole e San Pietro in Pudenzan. Attiniano divenne il capoluogo, Median invece offrì il Santo della sua chiesa, San Biagio, che, insieme al preesistente San Quirino, divenne il protettore della comunità appena formatasi. |
Nel 1331 Burgo Adignano, stanco di essere da sempre sottomesso a Pola, si staccò da essa e spontaneamente si dedicò a Venezia; Adignano divenne comune indipendente successivamente quando nel 1388 Venezia nominò il podestà Delfin per governarla.
Nel 1411 Adignano fu quasi interamente distrutta dagli attacchi militari inviati dal Re d’Ungheria e Imperatore del Sacro Romano Impero.
Nel 1500 la popolazione dell’Istria fu decimata dalla peste; Dignano però restò come un’isola felice in un mare di disperazione: la cittadina infatti non subì la peste e, mentre lungo la costa la gente moriva, Dignano contava 1500 abitanti. Nel 1630 un’altra epidemia di peste invase l’Istria, ed anche questa volta Dignano ne uscì incolume; in ricordo del miracoloso evento, ogni anno si tenne una processione alla Chiesa della Madonna Traversa.
Tra il 1550 e il 1580 venne introdotta in Istria la Santa Inquisizione. A Dignano venne istituito uno dei Tribunali: questo ebbe la sua sede nella chiesetta di San Martino, dove ancora oggi sull’architrave della porta si legge l’iscrizione “Ecclesia S. Inquisit. Istrae”. Nel 1649 il Tribunale di Dignano condannò al rogo una donna accusata di stregoneria, e pronunciò una condanna nei confronti del vescovo di Capodistria tacciato di eresia.
La popolazione dignanese mantenne sempre la sua origine italica e la sua parlata, l’istriota, di chiara origine latina, anche quando nel 1667 a Dignano arrivarono genti slave in fuga dalla Dalmazia, dall’Albania e dalla Grecia invase dai turchi: i nuovi arrivati furono ben accolti dalla popolazione autoctona e si inserirono perfettamente tra essa.
| Nel 1808 venne consacrato il nuovo duomo di San Biagio che fu interamente ricostruito prendendo a modello la chiesa di San Pietro in Castello di Venezia. Nello stesso anno ebbe inizio la costruzione del campanile del duomo, e venne terminato nel 1883.
Con i suoi 60 metri di altezza è il campanile più alto di tutta l’Istria. |


